Con il Coronavirus c’è stato un aumento significativo degli attacchi informatici!

 

Con il #Coronavirus c’è stato un aumento significativo degli attacchi informatici, questo nuovo virus viene utilizzato dal #Cybercrime come strategia d’attacco per accedere alle informazioni sensibili di aziende ed istituzioni, ma anche di quei soggetti meno protetti, la gente comune.

Questo avviene perché la tematica suscita molta attenzione, più le notizie sull’emergenza fanno rumore mediatico, più sarà facile per gli #hacker far cadere le ignare vittime nella loro rete.

Chiunque può finire nella trappola di questi soggetti, ma in questo periodo storico caratterizzato dalla pandemia, le organizzazioni sanitarie e umanitarie, le aziende farmaceutiche e le opere di raccolta fondi contro il #COVID-19 sono maggiormente esposte a tale rischio. Per fronteggiare la lotta al #virus è stata avviata una produzione di test diagnostici ed intensificata la ricerca di nuovi farmaci e #vaccini, queste azioni, di riflesso, hanno contribuito ad aumentare l’opera di spionaggio industriale; gli #hacker hanno quindi ampliato i propri orizzonti, se dapprima il loro interesse era maggiormente rivolto verso la violazione di sistemi di obiettivi militari e d’intelligence, ora lo è anche sul fronte farmaceutico.

 

Come dimenticare i ripetuti attacchi, fortunatamente sventati, subiti dall’OMS verso la fine dello scorso Marzo, proprio in un momento delicatissimo in cui l’organizzazione era impegnata a fronteggiare l’emergenza sanitaria appena presentatasi.

Anche gli istituti di credito non sono stati di certo esentati dagli attacchi, infatti, la maggior parte dei loro servizi sono stati convertiti al digitale e si sono, di conseguenza, esposti al rischio di attacchi informatici. Molte banche e casse di risparmio, al fine di andare incontro alle esigenze della propria clientela, hanno ampliato la loro offerta di servizi digitali appoggiandosi a terze parti molto innovative ma spesso altrettanto vulnerabili.

Nel settore finanziario le probabilità di finire nella rete di un attacco cyber sono molto più elevate rispetto a quelle di una qualsiasi altra azienda, questo perché le società finanziarie sono per la gran parte digitalizzate ed in continua espansione, le transazioni vengono effettuate in tempi brevissimi ed i servizi digitali vengono gestiti sempre di più da terze parti, ma soprattutto sono così appetibili agli occhi degli #hacker per il loro elevatissimo volume di dati.

Anche le aziende che hanno adottato lo #smartworking sono ad alto rischio hackeraggio in quanto con l’aumento di device collegati da casa e connessi alle reti aziendali, spesso con sistemi di protezioni inadeguati, si sono rese più deboli diventando facili prede.

Altri settori fortemente colpiti da attacchi informatici in questi mesi sono i trasporti, l’industria e la logistica.

 

Nella rete è pieno di truffe a tematica #covid, ideate appositamente per diffondere #malware e spam in server e computer, promuovendo campagne di disinformazione dai contenuti falsi o fuorvianti al solo scopo di creare un clima di incertezza nelle persone. Queste campagne fanno aumentare in maniera ossessiva il bisogno della popolazione di avere sempre maggiori informazioni su tutto ciò che riguarda il #virus, fornendo agli #hacker la via per diffondere i loro attacchi informatici. Codesti individui senza scrupoli fanno leva sulla nostra emotività e gli attacchi tramite email sono i più comuni; queste vengono impostate in modo da trarre in inganno per la loro sorprendente similitudine con quelle ufficiali inviate dalle autorità sanitarie, talmente simili da portare l’OMS ad emanare un comunicato ufficiale per mettere in guardia gli utenti dal possibile rischio hackeraggio, in quanto, spacciandosi per loro, potrebbero impossessarsi di dati sensibili come, ad esempio, quelli bancari.

Non meno frequenti anche le finte raccolte fondi per beneficenza create ad hoc per appropriarsi di denaro facendo leva sull’emotività collettiva.

 

Che tu debba proteggere un’azienda, una banca, una fondazione o più semplicemente il tuo smartphone o pc con il quale lavori, l’unica cosa da fare oltre ad alzare il livello di allerta, è quella di affidarti ad un professionista che si occupa di #Cybersecurity che, in base alle tue esigenze, ti possa mettere al sicuro dai pericoli da sempre presenti in rete ma che, con il passare del tempo e con l’avvento del #Coronavirus, sono sempre più insidiosi e facili da incontrare.

Articolo realizzato dal nostro partner specializzato in Cyber Security

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