Crowdfunding è un termine inglese formato da due parole, crowd che significa folla e funding finanziamento e in italiano la traduzione più appropriata è finanziamento collettivo. Per spiegarlo in maniera semplice, si tratta di un gruppo di individui che si uniscono e mediante piattaforme web elargiscono i propri soldi allo scopo di sostenere e finanziare progetti di persone o di organizzazioni.

La più importante novità che c’è stata con l’avvento del Crowdfunding la troviamo nelle modalità di utilizzo degli strumenti informatici e dalla sorprendente abilità che hanno le piattaforme di coinvolgere ed emozionare un ampio gruppo di soggetti.

Esistono quattro differenti modelli di Crowdfunding che differiscono l’uno dall’altro per la ricompensa che i finanziatori ottengono in cambio del denaro elargito. Andiamo ad analizzarli uno ad uno per comprenderli al meglio.

donation crowdfounding

DONATION: il modello Donation Crowdfunding è utilizzato ampiamente dagli enti ed organizzazioni no-profit che si rivolgono ad un vasto gruppo di persone al fine di ottenere sostegno economico finalizzato ad una causa sociale, etica o umanitaria. In questo caso il donatore non riceve nessuna ricompensa materiale dal sostegno che ha apportato alla causa.




– REWARD: è il modello più diffuso sia in Italia che nel mondo per merito della sua capacità di remunerare il sostenitore con delle ricompense che possono essere materiali o emozionali, solitamente di valore inferiore alla donazione. Questo modello è utilizzato in settori ad alto tasso creativo e in quelli sperimentali ed ha portato all’attività del pre-selling (pre-vendita).

Il fautore di un progetto potrà richiedere alle masse un sostegno di carattere economico indispensabile per tutte le fasi di sviluppo, progettazione e produzione di un bene e/o servizio; in cambio di questo supporto ciascuno riceverà come ricompensa il prodotto stesso ad un prezzo più basso rispetto all’effettivo prezzo di vendita di quando sarà immesso per la prima volta sul mercato.




– LENDING: lo sviluppo del Crowdfunding ha dato vita anche al prestito tra privati conosciuto meglio con il termine Peer to Peer; il modello Lending permette a privati risparmiatori di concedere denaro a tassi di utilizzo agevolati, il tutto senza dover ricorrere ad intermediari come le banche. Negli ultimi anni questa tipologia di Crowdfunding ha avuto larga espansione andando a finanziare oltre a progetti aziendali anche quelli personali.


equity crowdfounding


– EQUITY: lo sviluppo dell’Equity-based Crowdfunding è stato favorito dopo la crisi finanziaria del 2008 dalla grossa difficoltà di accesso al credito che hanno riscontrato le imprese. Nel modello Equity Crowdfunding, le Startup e le PMI innovative possono rivolgersi alle masse per ottenere i fondi necessari ad avviare la propria attività imprenditoriale. ll modello Equity prevede che il finanziamento avvenga sotto forma di capitale a rischio, in cambio i finanziatori riceveranno quote di partecipazione della società con diritti di tipo patrimoniale e amministrativo. Tra i diversi paesi l’Italia e quello che per primo ha regolamentato questo modello di Crowdfunding e nel giugno del 2013 la Consob ha emanato un regolamento che permette di gestire piattaforme di Equity Crowdfunding previa autorizzazione dello stesso organo di controllo. Nel gennaio del 2018 viene aggiornato il regolamento da Consob e grazie a questo le piattaforme autorizzate possono lanciare campagne di raccolta fondi di tutte le società partecipanti qualificate come Piccole e Medie Imprese.

Le Piccole e Medie Imprese comprendono Startup innovative e a vocazione sociale con specifiche deroghe al diritto societario, PMI innovative anch’esse con specifiche deroghe al diritto societario e Piccole e Medie Imprese che non rientrano nelle due categorie appena descritte.

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